Creative Europe: Call – Progetti di Cooperazione

32

La call in pillole

Progetti di cooperazione europea, ovvero progetti che prendono forma insieme ai cosiddetti partner per condividere, muovere idee e artisti in Europa, co – produrre – magari anche insieme al pubblico – creare strategie sull’audience development e/o nuovi modelli di business culturale, migliorare le competenze degli operatori culturali, senza dimenticarsi delle nuove tecnologie.

Come il nome suggerisce, si tratta di progetti basati su attività di networking e su un partenariato equilibrato e paritario. I progetti eleggibili per questa call non possono, quindi, finanziare attività di carattere nazionale, ma devono prevedere attività di cooperazione tra almeno tre operatori culturali, orientate alle priorità della call.

In base alle priorità, alla natura e all’impatto del tuo progetto, puoi scegliere tra due categorie:

Categoria 1: progetti di cooperazione su piccola scala.
Categoria 2: progetti di cooperazione su larga scala.
La call 2018 prevede anche una terza categoria su progetti di cooperazione legati all’Anno Europeo del Patrominio Culturale 2018.

Chi può partecipare?

Tutti gli operatori (pubblici e privati) attivi nei settori culturali e creativi, che sono legalmente costituiti in uno dei paesi partecipanti al Sotto – Programma Cultura di Europa Creativa da almeno 2 anni. In base alle modifiche della call 2018 soltanto il project leader deve rispettare il criterio dei 2 anni.
Le persone fisiche non sono soggetti ammissibili.

Cosa si intende per settori culturali e creativi?

Tutti i settori le cui attività (orientate o non orientate al mercato) sono basati su valori culturali e/o espressioni artistiche e creative. Queste attività includono la creazione, la promozione, la diffusione e la preservazione di beni e servizi che rappresentano espressioni culturali artistiche o creative.

Esempi di soggetti eleggibili:

Associazioni e Istituzioni culturali.
Fondazioni.
Case editrici.
Enti pubblici come regioni, comuni, province (assessorati alla cultura).
Industrie culturali e creative.
Università e Centri di Ricerca (dipartimenti attivi nei settori culturali e creativi, come Architettura, Design, Archeologia, etc).

Fonte:http://cultura.cedesk.beniculturali.it