I negoziati Brexit: decisioni sul futuro delle relazioni UE-Regno Unito

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Da quando il Regno Unito ha formalmente annunciato l’intenzione di uscire dall’Unione europea sono iniziate le trattative con l’Unione europea per definire i termini delle relazioni future.

Il Parlamento Europeo svolgerà un ruolo chiave nel determinare il risultato di questi negoziati.

Nel referendum del 23 giugno 2016 la maggioranza degli elettori del Regno Unito ha votato a favore dell’uscita dall’Unione Europea (Brexit). Nove mesi dopo il governo ha intrapreso il processo ufficiale di uscita dall’UE attivando l’articolo 50 del trattato di Lisbona, che delinea come dovrebbero avvenire i negoziati tra l’Unione Europea e lo stato uscente in modo da definire i rapporti futuri.

Due accordi

Unione europea e Regno Unito hanno a disposizione due anni di tempo per arrivare a stilare un accordo sulle modalità con le quali Londra uscirà dall’Unione “tenendo in adeguata considerazione la struttura delle relazioni future con il resto dell’UE”.

La relazione futura tra Unione europea e il Regno Unito sarà al centro di ulteriori negoziati, la cui durata potrebbe essere superiore ai due anni, per un altro accordo.

Cosa conterrà l’accordo per la separazione del Regno Unito dall’UE

L’accordo di separazione tra Regno Unito e UE definisce molte aree fra cui in primo luogo i diritti dei cittadini UE residenti nel Regno Unito e quelli dei cittadini britannici residenti in altri paesi UE. Inoltre l’accordo dovrà contenere gli impegni economici britannici assunti in quanto stato membro, la gestione delle questioni di frontiera (soprattutto tra Regno Unito e Irlanda) e la sede delle agenzie che hanno la sede nel Regno Unito. Anche gli impegni internazionali assunti dal Regno Unito in quanto stato membro dell’Ue, come l’accordo di Parigi sul clima, devono essere oggetto dell’accordo.

Cosa potrebbe coprire l’accordo sul futuro delle relazioni tra UE e Regno Unito

L’accordo sul futuro delle relazioni tra Londra e l’Unione europea dovrebbe delineare l’insieme di condizioni attraverso le quali le due parti si impegnano a cooperare su un’ampia serie di temi: dalla difesa alla lotta contro il terrorismo, dalla tutela dell’ambiente alla ricerca all’istruzione.

Un punto centrale dei negoziati è quello relativo al futuro delle relazioni commerciali. L’accordo potrebbe considerare l’applicazione di possibili dazi per il commercio e il metodo per risolvere potenziali dispute commerciali.

Come si svolgeranno i negoziati

I capi di stato e di governo del Consiglio europeo hanno pubblicato degli orientamenti (linee guida) che serviranno da base per i negoziati. L’ex-commissario europeo Michel Barnier è incaricato di condurre i negoziati per conto dell’UE, ma il Consiglio può sempre chiarire o aggiornare gli orientamenti.

Priorità per la prima tornata di negoziati

L’UE ha dichiarato che servono progressi significativi in tre aree specifiche prima che le discussioni sul futuro delle relazioni UE-Regno Unito possano cominciare: diritti dei cittadini, Irlanda del Nord e accordo finanziario.

E se non si raggiungesse nessun accordo?

Se non si raggiungesse nessun accordo e neanche un accordo sull’estensione dei termini, il Regno Unito lascerà automaticamente l’Unione europea dopo il periodo previsto di due anni alla fine di marzo 2019. Se non c’è accordo sulle relazioni commerciali per quella data, il Regno Unito dovrà commerciare con l’UE sulla base delle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

Il ruolo del Parlamento europeo

Gli europarlamentari giocano un ruolo chiave nel decidere il risultato di questi negoziati: l’accordo deve essere infatti approvato dal Parlamento e dal Consiglio.

Il deputato belga Guy Verhofstadt è stato nominato coordinatore del Parlamento per la Brexit dai suoi colleghi. Sarà supportato dal gruppo Brexit del Parlamento oltre che dalla propria esperienza nelle commissioni parlamentari. I deputati potranno comunque influenzare i negoziati adottando specifiche risoluzioni nelle quali sarà espressa la posizione del Parlamento UE.

Per saperne di più sul ruolo del Parlamento

La posizione del Parlamento

Gli eurodeputati hanno adottato il 5 aprile 2017 una posizione che enuncia le linee guida degli attuali negoziati. Le priorità includono i diritti dei cittadini UE residenti nel Regno Unito e dei cittadini del Regno Unito residenti nell’UE, la salvaguardia del processo di pace nell’Irlanda del Nord e il mantenimento degli impegni finanziari.

Fonte: europarl.europa.eu